Un creampie per Serena
16 Febbraio 26 - scritto da wildwanderer
Serena, la protagonista di questa storia, è una giovane ragazza di venticinque anni e come molte ragazze della sua età, è ancora un po’ timida e inconscia delle sue potenzialità.
Non che non sia attratta dai ragazzi, semplicemente non le era mai capitato di lasciarsi andare al liceo. Con il tempo era diventata più schizzinosa e acida, come succede a tutte le tutte donne che non provano piacere della carne per molti anni. Se ogni tanto trovava qualcuno che volesse uscire con lei, le sembrava che volessero solo portarla a letto e finiva per respingerli.
Per sua fortuna (e anche nostra, a dire il vero), tutto questo sta per cambiare. Dà un po’ di tempo infatti c’è un ragazzo che le scrive, e siccome è carino e non le manca di rispetto, ha deciso di fare un eccezione e di incontrarlo, mangiare una pizza e guardare un film insieme, e nella mente di Serena, solo quello.
Sono anni che Marco scrive a Serena, e sapeva che prima o poi avrebbe avuto occasione di catturare la sua preda. Una preda speciale che ha bisogno di un trattamento speciale. Non vedeva l’ora di trovarsi solo con lei e insegnarle a prendere il cazzo per bene.
Con un po’ di ingenuità da parte di Serena, decisero di incontrarsi da Serena un sabato in cui i suoi erano fuori. Marco l’abbracciò subito, schiacciandole il seno contro il suo petto e posizionando le mani appena sopra il suo culo. Serena si imbarazzò subito, spingendolo via e lui tornò a fare il finto ragazzo carino. Del resto non poteva saltarle addosso in corridoio. Quando furono nella sua stanza, Marco la spinse sul letto e si mise sopra di lei. Serena era imbarazzatissima e voleva spingerlo via, ma Marco si avvicinò con la bocca al suo orecchio:
- “All’inizio ti farà male ma poi ti piacerà tanto”
Fu a quel punto che capì che era uno stronzo come tutti gli altri. Provò a spingerlo con più forza, ma anche i suoi “no, fermo!” e “dai basta!” furono inutili. Poteva spingere quanto voleva, ma non riusciva a spostarlo. Qualcosa di duro e grosso premeva sul suo ventre e ne era terrorizzata. Sperava non fosse quella cosa lì, anche se sapeva esattamente cosa fosse. Iniziava ad avere caldo e una sensazione di bagnato tra le gambe, che si erano aperte quanto bastava perchè Marco le infilasse una gamba tra le sue. In quella posizione non c’era più dubbio che la cosa dura che sentiva era proprio il cazzo di Marco.
Mentre si insinuava tra le sue gambe, era anche riuscito a mettere la bocca sul collo di Serena senza che lei potesse liberarsi. I baci sul collo le facevano venire ancora più caldo. Lo avrebbe lasciato fare ancora un po’, del resto farsi il baciare il collo non era così male. Marco ne approfittò subito infilando una mano sotto la maglietta della ragazza per stringerle un seno.
Serena non potè fare a meno di farsi scappare un sospiro e un sussulto di piacere. Non voleva, ma tutto quello che riusci a pensare fu “che bello farsi toccare le tette” e così continuò ad opporre una tenue resistenza per ricordare al ragazzo che non era una sgualdrina. Poi con un movimento fulmineo, Marco le alzò la maglietta insieme al reggiseno, scoprendo il piccolo seno di Serena.
- “No, basta!”
Disse lei riprendendo a spingerlo via. Marco si gettò con la bocca sui seni della ragazza, ben sapendo che le piccole tette di Serena sarebbero state molto sensibili. Serena emise un gemito carico di piacere e il suo corpo s’inarcò spingendola contro Marco e acuendo le sensazioni nuove che stava provando.
- “Dai questo è troppo, non sono una troia”
Qualcosa però era cambiato e più si agitava più il suo corpo si muoveva come non avrebbe dovuto, portandola in una morsa ancora più stretta e aumentando il calore che provava. Marco decise che era ora di verificare lo stato delle cose e mise una mano tra i jeans della ragazza.
La consistenza era inconfondibile: sotto quei jeans c’erano delle mutandine bagnate, e sotto una fighetta fradicia. Persino Serena toccata per la prima volta dalla mano di qualcun altro, capì di essersi bagnata. “Se continuo così, penserà che mi sta piacendo” pensò la ragazza mentre continuava a fare finta di resistere.
Con una mano che ontinuava a strofinare tra le gambe della ragazza, portò l’altra dietro la sua testa e poi avvicinò la bocca alla sua, infilandole la lingua dentro di prepotenza. Serena voleva dire di no, e invece si trovò la lingua di Marco dentro di sè. Erano sensazioni completamente nuove, ma piacevoli, e Serena decise di lasciarsi andare un po’, ma solo per capire come si fa a baciare. Marco sapeva benissimo che nessuna ragazza resiste ad un limone fatto bene, e così la limonò a lungo, fino a farle scordare la situazione. Serena non era più sicura di cosa fare: non era una troia ma quello che le stava facendo Marco le stava iniziando a piacere.
Fu Marco a condurre Serena al prossimo punto, quello in cui ogni donna perde contegno e comprende il potere di dare piacere. Marco si sbottonò la patta e fece uscire la sua asta:
- “Tieni”
Ancora sopra di lei, glielo mise davanti alla bocca. Serena avrebbe voluto dire di no, ma come prima, non appena aprì la bocca Marco glielo spinse dentro, fino in gola. Si agitò un po’, ma in quella posizione poteva solo subire e sperare che Marco non le infilasse tutto il cazzo in gola. Non ci volle molto perchè la sua bocca si iniziò a muoversi lungo quel saporito bastone di carne.
Dopo un po’, I due trovarono una posizione più comoda, con Marco steso di schiena e Serena che continuava ad assaggiarlo e a praticare un movimento che non aveva mai fatto, ma che le veniva istintivo e le dava una strana sensazione di soddisfazione, come se fosse nata per fare questa cosa.
Quando Marco fu soddisfatto dello sguardo da porca che Serena aveva inconsciamente assunto, si occupò di spogliare la ragazza, rimetterla sotto e di farla sciogliere definitivamente. Baciò tutto il suo corpo scendendo lentamente, fino a che la sua lingua non passò sul frutto proibito di Serena, che accolse quella sensazione arcuando di nuovo la schiena e con un profondo sospiro. Non fu l’unico: ad ogni passaggio Serena non poteva fare altro che sospirare, gemere ed agitarsi, nonostante la situazione non le piacesse e fosse determinata a non fare altro, non poteva dire di no a quel piacere incontenibile.
Marco sapeva benissimo quello che stava facendo e continuò fino a che i gemiti della ragazza non divennero decisi. Non più sussurri imbarazzati, ma veri gemiti di piacere che glielo facevano venire ancora più duro, ben sapendo che presto l’avrebbe fatta urlare ancora di più e che quando avrebbe finito sarebbe stata lei a chiederne ancora.
Quando smise di leccare, Serena lo guardò con sorpresa, delusa dell’interruzione. Erano faccia a faccia. Fu un attimo, Serena era troppo inesperta per capire. Prima sentì qualcosa di caldo e durò strofinarsi contro di lei, poi sentì quella stessa cosa entrare dentro.
- “No!”
Disse guardando Marco negli occhi, proprio mentre Marco glielo infilava tutto dentro.
- “Ah! Fa male, ti prego basta!”
- “Te l’ho detto che ti saresti fatta male all’inizio”
Marco iniziò a muoversi dentro di lei e Serena non sapeva che fare. Voleva dire di no perchè non era una troia, faceva male perchè quella cosa era grande, ma era anche piacevole e non voleva rovinare la sua prima volta. Tutti quei pensieri svanirono, Marco entrava sempre più dentro e il suo corpo continuava ad arcuarsi contro Marco. Era bello essere così vicini, sentirsi riempire e svuotare tante volte, essere baciata e penetrata allo stesso tempo, il piacevole dolore che ogni penetrazione le provocava. “Mi piace il dolore?” si ritrovò a pensare mentre Marco la teneva per i fianchi, per poi giungere alla conclusione che quello era un dolore piacevole.
Marco si era occupato di tante ragazze, ma la fighetta stretta di Serena e la soddisfazione di aver conquistato una ragazza così preziosa erano troppo. Avrebbe voluto farle di più, ma aveva deciso che almeno una cosa l’avrebbe fatta bene. Incominciò a spingere più forte e con più foga, e mentre Serena si beava di ciò, si sentì riempire di qualcosa di molto caldo, il tutto mentre Marco faceva versi animaleschi. Era troppo anche per lei. Finalmente aveva fatto l’amore e Marco le stava sborrando dentro. Pochi minuti fa le avrebbe fatto schifo e invece ora…fu il suo corpo a decidere per lei. In pochi attimi si trovò a gemere come una cagna qualunque e a desiderare cose indicibili, finchè, quando quella sensazione raggiunse l’apice, smise di agitarsi e venne avvolta da una tranquillità interiore che non aveva mai provato prima.
Marco la strinse a se, e lei si fece stringere, sperando di riprovare il prima possibile quelle sensazioni. Adesso capiva perchè a tutte piaceva così tanto il cazzo.