Notte senza Luna

1683 parole

- “Puoi tornare con Daniele e Stefano no?”

Disse Valeria, che sarebbe rimasta a dormire dal ragazzo, a Marzia. Non era entusiasta di farsi portare a casa da quei due, ma doveva accontentarsi.

Salì in macchina con loro e partirono, parlando del più e del meno:

- “Oh ma oggi che non c’è la Luna andiamo a vedere le stelle?” - “Ma dove vuoi andare?” - “Al bosco, che lì c’è meno illuminazione e si vedono bene”

Questa fu lo scambio di battute tra i due, che poi si ricordarono anche di Marzia:

- “A te piacciono le stelle Marzia?” - “Beh sì ma volevo tornare a casa” - “Non ti preoccupare, non facciamo tardi”

Andare al bosco al buio con Daniele e Stefano le piaceva ancora di meno, e iniziò a pensare a come scappare. Solo un meccanismo di difesa normale per una ragazza sola con due uomini, pensò lei.

Avrebbe potuto aprire la porta e chiedere aiuto…no, non passava nessuno per quelle strade di campagna. Poteva nascondersi in qualche campo o bosco…no, sarebbe potuta incappare in un cinghiale o qualche altro animale selvatico. Più ci pensava, più si rendeva conto che se avessero voluto farle del male, non avrebbe avuto scampo.

Stefano parcheggiò in un prato al limitare del bosco. L’unica illuminazione erano i fari della macchina. Poi spense l’auto e i due uomini scesero. Marzia aveva il cuore in gola, non poteva finire bene questa storia. Stefano aprì la portiera di Marzia e lei si gettò fuori con uno scatto, ma fu tutto inutile.

- “Eh sì ma dove pensavi di andare?”

Stefano l’agguantò e si ritrovò sull’erba con i due uomini:

- “Quante storie, dai che ti piace”

Disse l’altro mentre Marzia lottava e insultava i due, più per istinto di sopravvivenza che per una reale possibilità di fuggire. Era stesa su un fianco, stretta tra i due: Stefano davanti e Daniele dietro.

- “No no non voglio”

- “Ah non vuoi?” rispose Stefano

- “No, non voglio. Lasciatemi andare!”

- “Eh dite tutte così, ma sotto sotto vi piace”

Commentò Daniele mentre le palpava il culo. Ma Stefano fu più gentile:

- “Se non vuole non possiamo costringerla. Però voglio sapere perchè no” - “Perchè non voglio!” - “Sì ma perchè? non c’è nulla di male se ci divertiamo un po’. Se mi rispondi, ti riporto a casa” - “Non sei il mio ragazzo, e nemmeno Daniele” - “Ci stai dicendo che non sei mai andata a letto con uno che non era il tuo ragazzo?”

Marzia sapeva di avere detto una cazzata. Il mese scorso era andata a dormire da un ragazzo conosciuto quella sera, e li aveva anche sfottuti, salutandoli con in maniera sfrontata visto che sarebbero tornati a casa a mani vuote ancora una volta

- “Marzietta non è che non vuoi perchè ti facciamo schifo?” la punsè Daniele - “No, ma che dite, è che vi vedo solo come amici” - “Ah sì? L’altra volta hai detto schifata che non saresti mai andata con uno di noi” disse Stefano - “Perchè vi vedo più come fratelli!” - “Non lo so, secondo me ci stai prendendo in giro” fece Daniele - “Eh già, se non ti facciamo schifo dovrai dimostrarlo” aggiunse Stefano - “Come ve lo dimostro??” - “Ma è semplicissimo. Se non ti facciamo schifo, sicuramente non sarà un problema limonare con noi. Vero Marzietta?”

Ecco l’avevano fregata, se avesse detto di no avrebbero saputo che sì, le facevano schifo perchè erano due sfigati morti di figa e l’avrebbero rigirata come un calzino. Adesso invece le toccava limonarseli:

- “Va bene, ma poi mi portate a casa!”

Stefano avvicinò la bocca alla sua, e Marzia socchiuse le labbra cercando di non pensare. La lingua di Stefano entrò nella sua bocca, e lei lo lasciò fare passiva, mentre la lunga lingua di Stefano girava intorno alla sua e le riempiva la bocca. Con le mani intanto provava a fermare Daniele che la stava palpando ovunque. Stefano sì sfilò:

- “Sì ma così sembra che ti faccia schifo lo stesso, devi concentrarti su di me come in un vero limone” - “Ma Daniele mi mette le mani ovunque…” - “Beh qualcosa dovrà pur fare mentre aspetta il suo turno”

Marzia non poteva far altro che accontentarlo. I due ripresero a baciarsi, questa volta Marzia muoveva la lingua insieme a quella di Stefano mentre si stringeva a lui. Daniele aveva le mani libere per toccare quello che voleva quanto voleva, ma lei cercava di non pensarci anche quando le infilò una mano sotto la maglietta per stringerle il seno da sopra il reggiseno.

Più la palpava, più gli veniva il cazzo duro che adesso premeva sul culo di Marzia per farle sentire quanto era grosso. Marzia ne era sorpresa ma anche intimorita, non avrebbe mai immaginato che quello sfigato di Daniele avesse un cazzo così grosso. Poi Stefano si staccò da lei:

- “Però che brava che sei a limonare”

Uno era andato, adesso era il turno di Daniele. Marzia si girò e Stefano l’aggiustò in modo da farle sentire anche il suo di cazzo, mentre Daniele si toglieva i pantaloni:

- “Abbiamo detto solo limonare!” disse Marzia - “Lo so, lo so limoniamo solo…ma a me non sta più nei pantaloni” disse Daniele

E Marzia, avendolo sentito per bene mentre limonava con Stefano, non stentava a crederlo. Non poteva fare altro che accontentare anche Daniele, che si avvicinò a lei e iniziò a baciarla mentre Stefano la palpava.

Con il solo sottile lembo di stoffa dei boxer, poteva sentire il cazzo di Daniele arrivarle oltre l’ombelico. Marzia aveva già dolore con i cazzi normali, non voleva rischiare di averci a che fare e così s’impegno a limonare appassionatamente anche con Daniele.

La verità era che tra la lingua di Stefano e il cazzo di Daniele, e la mani di tutti e due si era bagnata non poco immaginandosi in situazioni ben peggiori. Ma non voleva, erano solo fantasie di circostanza si disse. Non aiutava il fatto che ormai i due le avessero infilato le mani sotto i vestiti: Daniele aveva regolarmente una mano nel suo reggiseno, Stefano una nei suoi jeans per toccarle il culo. Ma era fatta, finito questo l’avebbero riportata a casa.

La mano di Stefano scivolò davanti, facendola sobbalzare e staccarsi da Daniele:

- “No lì no, basta” - “Ma se sei un lago…” le rispose Stefano - “Beh adesso sì siamo sicuri che non ti facciamo schifo!”

Aggiunse Daniele mentre verificava anche lui le condizioni di umidità di Marzia.

- “Abbiamo limonato, sapete che non mi fate schifo, adesso riportatemi a casa!” - “D’accordo, sono uno di parola io. Ma prima voglio darti un premio: una bella leccata di fica” disse Stefano - “Non mi interessa, voglio solo tornare a casa”

Doveva mentire, perchè l’idea di quella lingua tra la sue gambe la stuzzicava non poco. Ma se avesse detto di sì chissà cosa le avrebbero fatto.

Daniele la prese i polsi immobilizzandola sul prato, mentre Stefano le sfilava i jeans che aveva sbottonato mentre Marzia era impegnata a limonare.

- “Dai no..”

Disse Marzia mentre lasciava che le togliesse anche le mutandine. Stefano si mise su di lei, passando la lingua sul suo collo e scendendo verso il suo inguine. La leccò tutta attorno e poi scese tra le gambe di Marzia, iniziando a leccarla tra le gambe.

Marzia potè appurare che oltre ad avere una lingua lunga, era anche bravo. Le leccava il clitoride, la infilava dentro e la accarezzava. Daniele intanto continuava a tenerla per i polsi mentre la limonava. Si sarebbe fatta leccare e poi basta, non avrebbe concesso altro ai due.

Stefano la leccò a lungo, Marzia sempre più bagnata aveva cessato ogni resistenza. Sentì l’orgasmo salire. Proprio mentre era a pochi istanti dal venire, Daniele smise di baciarla e le mise il cazzo davanti alla faccia. Marzia pensò a quanto fossero stronzi, ben sapendo che non poteva assolutamente aprire la bocca.

Ma non ebbe scelta. Poco prima di venire, la sua bocca si aprì da sola per assagiare il cazzo di Daniele. Daniele le infilò il cazzo in gola e lei venne, seguita da Daniele. Con il cazzo in quella posizione, impegnata a venire, Marzia non poteva far altro che bere il suo sperma.

Quando si ripresero, Marzia chiese:

- “Andiamo a casa adesso?”

- “Eh no, io non sono ancora venuto” disse Stefano

Si cambiarono di posizione, questa volta era Daniele che la leccava mentre lei succhiava il cazzo di Stefano. Cosa poteva fare del resto? Era stata lei ad aprire la bocca per succhiare il cazzo di Daniele. Ma poi basta, dopo questa sarebbe stata irremovibile.

Doveva ammettere che avere un cazzo in bocca mentre veniva leccata le piaceva, anche con questi due sfigati. Daniele la stava portando all’orgasmo, e Stefano aveva il cazzo sempre più duro. Le prese la testa e le venne in gola anche lui. Anche Marzia venne di nuovo, ma mentre veniva Daniele le alzò le gambe mettendo le mani sotto le ginocchia e la penetrò proprio mentre era impossibilitata a protestare.

Si aspettava di essere aperta in due, invece era così bagnata che scivolò dentro di lei senza resistenza. Non di meno, sentiva quel cazzo spaccarla mentre andava sempre più in profondità. Non voleva, ma cosa poteva dire con la fica così fradicia?

Ormai aveva la stavano scopando, tanto valeva divertirsi, pensò realizzando che poi sarebbe stato il turno dell’altro. Marzia venne ancora ma Daniele continuava a stantuffarla, tanto che poco dopo venne di nuovo, questa volta con Daniele la riempiva di sperma:

- “No, dentro no, non prendo la pillola!”

Disse Marzia disperata a fatto avvenuto. Ma non era ancora finita, perchè adesso toccava a Stefano che la girò a pancia sotto. Marzia aveva capito, ma non aveva le forze per lottare. Stefano la inculò senza cerimonie, mentre lei urlava nel silenzio della notte di campagna.

Era quello che si meritava, riflettè Marzia pensando a quello che aveva fatto quella notte con quei due mentre Stefano veniva nel suo culo.

- “Dai vestiti che ti portiamo a casa”